25 Novembre Giornata Internazionale

25 Novembre Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne
“Non una di meno” – Sara Keshk: italiana e musulmana

E’ semplice ma potente la frase che scandisce la giornata internazionale contro la violenza sulle donne di quest’anno, Non una di meno, già perché nessuna va’ dimenticata o lasciata indietro. La lotta, la  sofferenza, il coraggio di ognuna sono esperienza di tutte; alcun tipo di limite o confine dovrebbe essere posto a dividere ciò che le donne testimoniano e vivono ogni giorno della propria vita. Tale unione è una forza radicale di cambiamento che ci lega una all’altra al di là del tempo e dello spazio.

La violenza l’affrontiamo nel pubblico e nel privato, come forma palese e distruttiva o sottile ma devastante. Sul nostro corpo gli uomini e le ragioni del potere continuano a combattere battaglie che non ci riguardano né appartengono. Ma proprio il nostro sollevarci e prendere posizione ci pone quale specchio delle paure, le insicurezze di una società tutta.

Sara Keshk ha fatto proprio questo scegliendo liberamente la propria identità di donna italiana e musulmana il giorno in cui appena tredicenne, mise il fazzoletto a coprire i capelli. Non è stato facile, poiché ha dovuto affrontare proprio mentre entrava nel periodo adolescenziale, l’indifferenza, lo scherno, il rifiuto perfino di coloro che fino al giorno prima erano gli amici, i compagni di scuola.

Ma ce l’ha fatta, questa ragazza solare dagli occhi enormi neri e intelligenti, ora poco più che ventenne, nata a Roma dove ha sempre vissuto, figlia di una coppia di egiziani Mamadou che nonostante la laurea qui ha un banco di frutta e verdura al mercato di via val d’Ossola, e Hana una donna di una simpatia travolgente.

Sara è al secondo anno di scienza delle comunicazioni, il suo sogno diventare una giornalista. Più volte ci siamo fermate a parlare di questo davanti al banco del padre e ho sempre notato in lei una sete di conoscenza per le cose del mondo, e questo suo desiderio di riuscire qui, in quello che considera il suo paese. Colgo in lei, insomma, la sicurezza di essere parte di un tessuto sociale e civile, suo di diritto e per scelta.

E Sara si è messa nuovamente in gioco quando ha accettato di partecipare al programma Nemo – nessuno escluso (Rai 2 – puntata del 19 ottobre scorso - www.raiplay.it/video/2016/10/Sara-Keshk- -- Studentessa) in cui si è “confessata” con semplicità e molta emozione: “Col velo o senza, romana o egiziana sono sempre io, Sara” ha concluso.

Da quel giorno, sia la sua pagina fb che quella del programma continuano ad essere bersagliate da invettive razziste e ignoranti di persone, per la stragrande maggioranza uomini, che la “invitano” a tornarsene al suo paese; l’accusano di far propaganda a favore dei Fratelli musulmani e in alcuni casi la minacciano.

L’ho incontrata stamattina Sara. Mi ha detto che è se rena, giorno dopo giorno più convinta della scelta fatta di esporsi. E non ha paura, rivendicando il suo diritto di essere la persona, la donna che è. “Sai, per mio fratello Ibrahim è tutto molto più semplice. Lui non ha mai dovuto difendersi da attacchi o offese. Veste come qualsiasi altro ragazzo italiano, parla con l’accento romano, all’esterno nessuno vede chi sia lui in realtà. Per me, invece, come ragazza, da che ho indossato il velo è una continua lotta per difendere e affermare la mia identità, per alcuni inaccettabile”.

La realtà disegnata dalle parole di Sara la possiamo ritrovare nella quotidiana e personale esperienza di ogni donna. Ecco perché non dobbiamo mai dimenticare nessuna.

Non una di meno.

Patrizia Fiocchetti120

Patrizia Fiocchetti ha lavorato con i rifugiati politici presso il Consiglio Italiano per i Rifugiati, la Caritas di Roma e il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Ha pubblicato "Afghanistan fuori dall'Afghanistan" (Poiesis ed. 2013, con E. Campofreda) e "Variazioni di Luna - Donne combattenti in Iran, Kurdistan e Afghanistan " (Lorusso ed.luglio 2016). Ha partecipato ai libri "Una mattina ci siam svegliate" (Round Robin, 2015) e "Si può ancora fare"(Safarà, 2016). Ha pubblicato articoli con Il Manifesto, Confronti e Guerre e Pace. Collabora con la rivista Laspro e dal settembre 2016 conduce questa rubrica.

patrizia.fiocchetti@pontedonna.org

Turchia: per non dimenticare Zehra Dogan

Zehra Dogan è stata arrestata a Nusaybin (Turchia sud-orientale) lo scorso luglio nell’ambito del giro di vite compiuto da Erdogan dopo il fallito colpo di stato.
Accusata di essere membro del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) per la sua attività di denuncia condotta sia come giornalista che come artista, Zehra è stata rinchiusa in carcere e ad oggi non si hanno notizie di quale potrà essere il suo destino.

Zehra è una delle tanti voci libere rinchiuse con l’accusa di complotto contro lo stato. Non dimenticare lei, la sua opera di artista oltre che di reporter, significa continuare a tenere viva la memoria di tutti coloro rinchiusi per aver semplicemente e umanamente esercitato il diritto alla libertà di opinione.

“Ho sempre cercato di esistere attraverso i miei dipinti, le mie notizie, e la mia lotta come una donna. Ora, anche se sono intrappolata tra le quattro mura, io continuo a pensare che ho fatto assolutamente il mio dovere in pieno. In questo paese, buio come la notte, dove tutti i nostri diritti sono stati incrociati con sangue rosso, sapevo che stavo per essere imprigionata.
Voglio ripetere l’insegnamento di Picasso: pensi davvero che un pittore è semplicemente una persona che usa il suo pennello per dipingere insetti e fiori? Nessun artista volta le spalle alla società; un pittore deve usare il suo pennello come arma contro gli oppressori. Nemmeno i soldati nazisti hanno cercato Picasso a causa dei suoi dipinti, e tuttavia io sono a giudizio a causa dei miei disegni. Terrò disegno. Quando una donna rilascia fiumi di colori, è possibile lasciare la prigione. Ma sono solo pennellate .... Non dimenticate mai, è la mia mano che tiene il pennello! “
(Brano tratto dalla sua lettera dal carcere. http://www.infoaut.org/)

vdlsanbasilio 

 Patrizia Fiocchetti presenterà il suo libro Variazioni di luna, venerdì 16 dicembre a San Basilio in via A. Provolo, 24.

 

 

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NCRI Women's Committee